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milodonte's skin
prequel di un viaggio
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Ciò che colpisce in Gentilini è l'uso ridondante della retorica e l'insistere molesto sugli elementi figurati come specchio di riflessione ideologica. Gentilini non è persona franca e diretta: come un attore consumato recita la sua parte sul palcoscenico della politica sguaiata, fatta di pancia e rancore, supponenza e gretta morale. Ma la parola scritta, quella parlata, è costituita da contenuto e forma, e la forma non è semplice vernice da cartavetrare all'uopo.Significato e signifcante non sopravvivono al di fuori della parola; essi stessi sono legati da nodi indissolubili tra le cui maglie è raccolto il pensiero fattosi verbo. Ecco allora che tutte le volte in cui Gentilini esprime il concetto di diverso attraverso monemi quali culattone e preti rossi, auspicando per i primi i carri piombati e per i secondi la genuflessione a terra per la recita del mea culpa, non trasmette solo l'immagine figurata delle persone e degli atti, ma riflette un profondo disprezzo verso tutta l'alterità.
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Sorridi un poco e chini la testa. Sembri un pugile naufragato sulle corde, di quelli che l'età suona prima ancora che si arrivi ai punti. Non sai incassare, tu meni. E leggi male e ti accontenti, compri sempre quel giornale, la velina del padrone, ma ci tieni a informarmi che in tv guardi tutto, da Santoro a Bruno Vespa. E mi prendi in giro quando cammino con un pezzo di Repubblica sotto il braccio, ricordando che da giovane rincorrevi i comunisti col bastone. Poi arranchi, se incalzato, spergiurando sui tuoi pugni che in fondo in Parlamento tutti quanti si somigliano. Nessuno crederebbe che tu sia devoto a Geova e nessuno dalla Torre di Guardia ti chiederebbe di bussare alle porte dei gentili. Perchè un no sillabato con cortesia lo accetti appena, ma se qualcuno sibila un disaccordo pregno d'invettiva, tu porgi la mano sulla sua guancia, come non fece il Cristo, come hai sempre fatto.
Eppure, quando ti guardo freno con fatica il desiderio di abbracciarti, e per te ho più sorrisi che per qualsiasi altro al mondo. Mi parli e io appena ti ascolto, perchè di te amo il viso e gli occhi chiari, la testa china e le infinite rughe che increspano la pelle quando pieghi le labbra e non dici niente. Niente di importante. Tu mi ricordi mio Padre, zio, meglio di quella foto poggiata per terra sopra una lastra di marmo grezzo. pubblicato
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L'ingrediente principale è il Soldo, prelevato da un babbeo di ciliegio desideroso di compiacere il nonnino malinconico dallo scalpello facile. La tradizione vuole che la circonvenzione dell'incapace avvenga in rigoroso costume d'epoca: la blusa da cicisbeo, coperta da una palandrana consunta, dona all'uopo un aspetto di decorosa indolenza. Seminato il soldo, è opportuno non dare al folle lezioni gratutite di orientamento, giacchè la geografia, che è materia di pasta antica e nobile, non abbia da essere profusa senza studio matto e sudatissimo. Indicando una data fasulla, si invita il fesso a passare più tardi, conferendo al tardi un pungente aroma di futuro non prossimo, meglio ancora se di afrore remoto. Fatto l'inganno trovata la via, prima del pinocchio si arriva sul posto, si scava veloce il grumo di terra, si prende il soldo e si ricopre in gran fretta. L'indegna potatura del sogno soldino non sempre premia il povero cretino, la cui fiducia nel losco giardiniere consegna un tesoro al netto del forziere. cantacose pubblicato
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"Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro sia per i vostri amori. L'unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l'avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Ricordare che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dal dogma, che vuol dire seguire i risultati del pensiero di altre persone. E. cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno cosa volete realmente diventare".
Steve Jobs
La Rivelazione non è che una firma in fondo al testo O Coscienza divenuta Autocoscienza Se tutto parte dal centro (Silenziosamente) pubblicato
Mi dissocio dall'autonomo pensiero, ammendando la mia colpa con l'inserto sottostante. "La questione morale è un ossimoro molesto, un grumo di lettere male assemblate, un'invenzione delle forze oscure In verità ognuno può fare delle proprie inclinazioni sessuali ciò che crede più opportuno, basta che non sparli dell'alcova del vicino. Non ho mai criticato l'Istituzione per la dissennatezza con cui si prodiga nel moltiplicare i bei culi in Parlamento e ammiro, anzi, ogni generoso contributo dato alle pari opportunità, affinchè anche i luoghi della Politica abbiano un'equa ridistribuzione delle risorse genitali; e se mi si permette l'ardito, vorrei suggerire al dicastero competente un concorso estivo itinerante, dove attraverso una serie di prove dall'alto profilo morale verranno scelte le Parlamentine per la stagione a venire. Sia chiaro che, in via preventiva, nulla osta se l'inserimento dell'esercizio di genuflessione sconvolgerà il palinsesto della manifestazione: in fin dei conti la sudditanza al capo rispecchia la volontà del popolo sovrano, il quale ha fiduciato l'attuale governo senza opporre note di critica alla gestione dello Stato. Mi inchino infine ai veri guardiani del Sistema vigente, coloro che delle penne fanno bastioni in difesa della proprietà privata, quella che inizia dall'ammiccamento preludente e finisce tra le lenzuola ministeriali del letto d'importazione. A questi eroi dell'irredentismo liberale va tutta la stima del popolo bue, saldamente agganciata ai punti percentuali del consenso all'Istituzione". pubblicato
Ti giuro, caro, mi si è aperto un mondo di spunti... La classe operaia va col carroccio? Ma va là, mona! Ti sfugge, ne sono certo, che le maestranze verde tinte abbiano nel cuore non l'indipendenza, ma una voce assai più sconsolante: l'ignoranza, quella voluta. Perchè, ciccio, statistiche alla mano, incrociando (1) benessere diffuso, (2) basso indice di istruzione (3) e mantenimento del tenore di vita, si evince come la lega Nord sia depositaria di un patrimonio culturale spogliato da qualsiasi riferimento al concetto di libertà, confuso, ahimè, colla più odiosa espressione "difesa del privilegio". Di anni ne hai pochi, davvero troppo pochi per ricordarti le origini della Lega. Sempre in prima linea contro qualcuno e mai in favore di un vero ideale, i leghisti degli anni ottanta si esercitavano in calligrafia sui muri padani, ponendo in oggetto il diverso di turno. Allora la moda guardava al terrone, ma solo perchè l'universo dell'altro da sè non andava più in là dei patrii confini. Dopo la caduta del baraccone sovietico, la vista della piccola vedetta lombarda si è fatta più acuta, scorgendo le rive africane, quelle albanesi, le spiagge d'oriente e il suk balcanico. la tundra siberiana e i tetri Carpazi. Un fronte così largo sarà impossibile da difendere, ci si disse all'osteria, quelle "teste di cazzo" (epiteto lanciato contro i clandestini dal neonazista Borghezio a un raduno folk) sono come le cavallette della piaga, bisogna fermarle prima che le pannocchie della val padana lascino il posto ai banani. Così, complice il Puttaniere istituzionale, che colle sue televisioni andava a creare il sub-strato necessario alla rinascita populista, la Lega ha cominciato a inquinare il tessuto sociale con i liquami della paura, un pò come si fece nel Ventennio attraverso i manifesti razziali. Ti lascio perciò immaginare la conseguenza di simili pressioni sulla massa privata della capacità di pensiero autonomo: le inquietudini che si trasformano in incubi hanno reso possibile il voto in bianco, quello dato a prescindere da chi lo chiede. Credimi, la via migliore sta in un progetto di grande pedagogia civica, che trasforma le paure in occasioni, l'arroccamento nel privilegio in solidarietà vera. E, nell'attesa che il sangue defluisca dai corpi cavernosi al tuo cervello, l'unico libro che potrebbe aiutarti è questo:
NIENTE di Alberto Salza, ed Sperling&Kupfer.
E visto che... I care, rilancio:
IO, HANNAH ARENDT di Alois Prinz, ed donzelli
Buone cose
Nella fretta dimenticavo. Non giova guardare all'orto degli amici svizzeri, per giustificare la messa in coltivazione delle bandieruole da campanile. Meglio, molto meglio un giro di consultazione tra gli operai padani, che, dopo il tricolore, riconoscono a occhi chiusi solo i gagliardetti della propria squadra del cuore. Segno che il vessillo regionale non interessa? pubblicato
![]() Qualcuno mi ha spiegato questo, dopo avergli prestato il binocolo per una migliore messa a fuoco verso l'alt(r)o: "E perchè 30 anni fa (l'operaio) non ha fatto il parun? Comodo fare il frocio col culo di un altro! di che ti scandalizzi? è la sua ditta (del parun)! tu non puoi vendere la Punto perchè quello che accompagni tutte le mattine al lavoro - e che ti mette la benzina - non è d'accordo? lo mandi a fan culo!". Descrivendo la veduta sottosopra, ho fatto notare che la responsabilità sociale non è merda da sciacquone, tiri la cordicella e la merda sparisce; ho fatto notare che a 50 anni di vita, e 30 nello stesso stabilimento, il riciclo passa attraverso una società di somministrazione che ti garantisce, se va bene, solo contratti a stagione per meno di mille euro al mese; ho fatto notare che il lavoro, con buona pace di Carlo M, non è una Merce, che quando ti chiedono come ti chiami, subito dopo domandano di cosa ti occupi... Alla fine gliel'ho cavata una risposta: è una questione di mentalità, mi spiega, bisogna guardare al cambiamento come a un'opportunità, come a una porta che ti si apre per arrichirti dentro... Ecco cosa mi ha risposto, puntando verso il carroponte il binocolo capovolto. pubblicato
"Sei noioso, ti atteggi troppo. E poi sei pigro, poco flessibile e perfino di sinistra. Chè io, se non l'hai capito, sto dall'altra parte, maledetto Prodi! con quella sua vocina che pare il sussurro di un malato terminale... Fanculo Prodi. Voi al governo? un cazzo. I vostri studi di settore? una rovina. E allora da dipendente io tifo per il datore di lavoro. Ecco.
Soprattutto basta ammorbarmi con le parole colte, di quelle che ti fanno sembrare ciò che non sei: un intellettuale. Pon ti fi ca re, che cazzo vuol dire, eh? e non mi venire a rinfacciare l'uso di ca ra col la re, non è certo colpa del vocabolario se il mio cane caracolla. Sii te stesso, più spigliato, e magari divertente, se no sbadiglio e mi addormento.
Allora, che dici, lo facciamo un piano ferie? un mese in Thailandia, uno in Cambogia e un altro in Vietnam, ma non dove si mangiano cani, insetti e ragni, certi gusti proprio non li reggo. Facciamo anche un giro in Cina, in India e in Tibet. Facciamo un figlio in viaggio, ti va?. Cazzo, sei troppo rigido, ti abituerai al wild travel? ho i miei dubbi, con quelle gambe corte corte e le ginocchia tutte rotte... Ma non accetto abbandoni, vigliacco! l'avventura ci aspetta. Perchè ho bisogno di evadere, cazzo (mi ripeto?); sono stanca, incompresa, mal retribuita, precaria. E ho stanato i primi capelli bianchi: mio dio, che orrore. tu ne hai parecchi, vero?
Comunque non ti costringo, sia chiaro; e se nel frattempo ti sposi perchè hai ingravidato la prima che passa, allora ti libero dal voto. Altrimenti ciccia. Però c'è bisogno di certezze nella vita, tu ne hai? Io, per esempio, corro in moto... il conto? facciamo che non ti accompagno alla cassa, la strada la conosci, fai l'uomo e paga tu, non mi hanno ancora addebitato il salario di giugno, figli di puttana!" |